ARCHEOSTORY MAGAZINE

Siria, la bacchetta magica dai volti umani

La bacchettaGli archeologi hanno scoperto un’antica bacchetta magica intagliata, con incisi due visi umani. Il manufatto di circa 9.000 anni fa è stato scoperto vicino a un cimitero, nel sito di Tell Qarassa, dove circa 30 persone erano state sepolte senza le loro teste, rinvenute in un’abitazione vicina. Vista la presenza di orzo, farro e resti animali, potrebbero essere tra i più antichi contadini del mondo

Ma è la bacchetta il reperto senza dubbio più curioso e che ha attratto l'interesse degli studiosi per il sito, fortunatamente collocato in un'area abbastanza sicura, e lontano dal conflitto che sta insaguinando il Paese. L'insolito oggetto è realizzato in osso, probabilmente di un uro, un grosso bovino, orami estinto. Si è presentato agli scavatori spezzato in due, rotto intenzionalmente dove si presume vi fossero raffigurati altri volti. E' lunga 12 centimetri.

Sulla sua funzione non è esageratto parlare di mistero. Vista la sua collocazione in un'area di sepoltura l'ipotesi più verosimile è che sia collegata in qualche modo ai rituali funerari, che però restano imprecisati. I volti, realistici, sembrano attestare un maggiore interesse verso la forma umana, e potrebbero significare un desiderio di distinzione sociale o l'ermergere di personalità individuali.

Altro mistero è legato allo scavo delle tombe e all'asportazione dei teschi, poi collocati all'interno delle abitazioni. La risposta in questo caso può arrivare dal sito di Gerico, dove i teschi - secondo una pratica attestata circa novemila anni fa - erano coperti con gesso e dipinti con i lineamenti del viso, e poi messi in mostra dentro gli spazi abitati. Forse siamo in presenza di una sorta di culto degli antenati, ma gli studiosi non escludono che le teste possano essere veri e propri trofei di nemici vinti.