I papiri di Ercolano si leggono ai raggi X

Il papiro decifratoNon hanno più segreti i papiri di Ercolano, 'sopravvissuti' alla disastrosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C: adesso è possibile srotolarli e leggerli in modo virtuale, grazie a una tecnica ai raggi X applicata per la prima volta ai reperti

Descritto su Nature Communications, il risultato si deve al gruppo coordinato dal fisico Vito Mocella dell'Istituto per la Microelettronica e Microsistemi (Imm) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Napoli. Hanno partecipato allo studio anche i ricercatori del Centro nazionale delle ricerche scientifiche francese (Cnrs), dell'università tedesca Ludwig Maximilian e dell'Esrf.

I rotoli fanno parte dell'unica biblioteca sopravvissuta dal mondo classico, scoperta nella cosiddetta Villa dei Papiri di Ercolano, e il metodo, sottolinea Mocella, ''potrebbe essere utilizzato per leggere centinaia di altri papiri della stessa collezione senza alcun rischio per la loro integrità’'. Sono centinaia i rotoli di papiro sepolti dall’eruzione del Vesuvio, e che sono stati scoperti 260 anni fa nella biblioteca della Villa dei Papiri di Ercolano (Napoli), forse appartenuta a Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, suocero di Giulio Cesare. Circa 800 rotoli di papiro furono recuperati durante la campagna di scavi voluta nel 1754 dal re Carlo di Borbone, rinvenuti sotto 15 metri di cenere.

Durante l'eruzione, il gas vulcanico ha carbonizzato i rotoli rendendoli fragili e i tentativi di leggerli fatti finora, con l'apertura meccanica, li hanno inevitabilmente rovinati o distrutti. A rendere possibile la lettura senza aprire i rotoli è una tecnica non invasiva, chiamata tomografia a raggi X a contrasto di fase, utilizzata presso la struttura europea per la luce di sincrotrone, Esrf (European Synchrotron Radiation Facility), di Grenoble.

La tecnica permette di distinguere tra materiali che hanno limitato contrasto tra loro, come i papiri carbonizzati e l'inchiostro nero. Le lettere inchiostrate si sollevano dal papiro di 0.1 mm. Tanto è bastato perché la tomografia arrivasse dove le precedenti scansioni ai raggi X avevano fallito: decifrare le lettere dell'alfabeto greco e alcune parole distinte su due diversi rotoli, uno ancora avvolto e uno disteso, conservati in Francia dal 1802, quando furono dati in dono a Napoleone Bonaparte.  

Sul rotolo disteso sono state ricostruite due parole, PIPTOIE e EIPOI, "cadrebbe" e "direbbe"; su quello chiuso, più danneggiato e difficile da analizzare, alcune lettere riconducibili alle parole "negare", e “per". Lo stile di scrittura, confrontato a quello di altri testi della biblioteca potrebbe essere riconducibile a quello del filosofo epicureo greco Filodemo di Gadara, di cui Lucio Calpurnio Pisone era protettore, vissuto tra il 110 e il 40 a.C.. Se così fosse i testi potrebbero appartenere a quell'epoca. Ma il lavoro di decodifica si prospetta ancora lungo e complesso.

 

Secondo Uwe Bergmann, esperto di raggi x dello SLAC National Accelerator Laboratory di Menlo Park, in California, "probabilmente nel futuro prossimo non sarà possibile riuscire a leggere per intero papiri arrotolati o altri oggetti del genere, ma con questa tecnica si può certamente scoprire qualcosa di nuovo, e questo è abbastanza emozionante". Per Rebecca Benefiel, classicista della Washington & Lee University di Lexington, Virginia, anche poche lettere possono aiutare a comprendere meglio il lavoro degli antichi saggi: "Certo, decifrare altri rotoli del genere sarebbe molto utile", dice.

Gli autori della ricerca sperano che il metodo possa essere applicato ad altri papiri di Ercolano. E probabilmente la notizia riaprirà il dibattito tra gli studiosi sull'opportunità di condurre nuove campagne di scavo nella Villa dei Papiri, dove si pensa possa essere ancora sepolto un patrimonio di opere ben più vasto.

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