ARCHEOSTORY MAGAZINE

Il dio degli Etruschi scoperto a Orvieto

La testa maschile in terracotta che dovrebbe raffigurare Voltumna così come è stata ritrovata

Un tempio di grandi dimensioni e una testa maschile in terracotta (in origine policroma), a grandezza naturale e su base dello stesso materiale, che secondo i primi accertamenti potrebbe identificarsi con Voltumna, divinità suprema del pantheon etrusco

Sono alcuni dei nuovi ritrovamenti archeologici avvenuti a Orvieto nell’area di scavo del Fanum Voltumnae, il grande santuario federale degli Etruschi risalente al IV secolo avanti Cristo. Ne da notizia la direttrice degli scavi, l'archeologa Simonetta Stopponi dell'Università di Perugia. Insieme a un tempio di grandi dimensioni, probabilmente il principale del Fanum, è venuta alla luce una splendida testa maschile in terracotta in origine policroma, a grandezza naturale e su base dello stesso materiale, che secondo i primi accertamenti potrebbe identificarsi proprio con Voltumna, divinità suprema del pantheon etrusco. Scoperto inoltre un tratto della via sacra che conduceva al tempio.

Le terme romane“La testa è molto bella e ben conservata - spiega la professoressa Stopponi - un ritrovamento importante così come quello del tempio che misura 12 metri per 18. Finora non sono state rintracciate iscrizioni, ma stiamo ancora scavando e contiamo di trovare presto altro eccellente materiale. Sarà invece problematico far riaffiorare l’intera strada sacra. Sul percorso si trova infatti una villa privata la cui costruzione ha certo compromesso l’integrità della zona".

Il Fanum Voltumnae si trova come noto in località Campo della Fiera, l'area pianeggiante a ovest del pianoro di tufo su cui sorge Orvieto. Il nome deriva dall’essere stata sede di fiere e mercati periodici per secoli, epoca romana compresa, fino al 1384, l’anno della micidiale peste nera che spopolò città e campagne. Il santuario etrusco risalente al IV secolo a.C. e l’imponente Via Sacra (larga 9 metri) del VI secolo. a.C. che collegava vari edifici sacri e i tanti reperti rivenuti nell’area archeologica dimostrano scientificamente che in quella zona il culto è continuato in epoca romana con interventi strutturali nell’area più importante del santuario. Interventi successivi alla conquista romana di Orvieto e in seguito, anche con la creazione di un impianto termale, dettati dalla propaganda di rivitalizzazione di antichi culti voluta dall’imperatore Augusto.  In epoca cristiana il sito divenne cimitero e sede di una chiesa di VI–IX secolo sulla quale fu edificata, appunto, la pieve medievale di San Pietro in vetere menzionata nei documenti medievali di Orvieto.

Nel 1876 i primi scavi archeologici restituirono resti di strutture murarie in tufo e furono recuperate pregevoli terrecotte architettoniche oggi al Pergamon Museum di Berlino. Nel Duemila le indagini sono riprese anche sulla spinta di studi più recenti secondo i quali il mitico Fanum Voltumnae, massimo santuario del popolo etrusco, doveva trovarsi proprio a Campo della Fiera. Nella campagna di scavo 2013 sono emerse tante novità.  Ad una quota più alta dello scavo dove finora era affiorato il basamento dell’edificio sacro, è stato trovato il gocciolatoio di una fontana di metà 5° sec. a.C.; a quota più ancora più alta è emersa una strada medievale che si sovrappone alle strutture etrusche ed una canaletta che adduceva l’acqua alla fontana stessa. All’angolo con l’attuale edificio di una villa è poi emerso un altro edificio sacro di grande interesse scientifico, ma anche una piattaforma in tufo con foro e un tappo funzionale alle libagioni e alle offerte liquide rivolte alle divinità. 

Il Fanum VoltumnaeE’ venuto alla luce, inoltre, il quarto tempio certo di Campo della Fiera (un quinto tempio resterà probabilmente sepolto sotto la chiesa di S. Pietro in vetere), di cui è emersa la parete frontale, ora completamente visibile nelle sue dimensioni (35 metri x 7 metri) e nei suoi mosaici. Una ricerca importantissima quest’ultima, perché si tratta dell’unica chiesa esistente in quella zona, nel punto in cui avvenne l’incontro tra la reliquia del Sacro Corporale del Miracolo Eucaristico di Bolsena e Papa Urbano IV, il completamento delle ricerche della chiesa coincide in questo biennio 2013/2014 con la celebrazione del 750° anniversario di quell’evento, ricordato dal mondo della cristianità con il Giubileo Straordinario.

Rivelazioni interessanti anche per la cosiddetta “zona termale” dove nella campagna di scavo di quest’anno è stato liberato l’intero percorso balneare: al già noto frigidarium per i bagni in acqua fredda, si aggiunge ora il tepidarium la parte delle antiche terme romane destinata ai bagni in acqua tiepida e lo scavo della camera di combustione con gli incassi del grande calderone di acqua che distribuiva calore ed un ulteriore gocciolatoio.  Dalle terme è affiorata anche una spilla quanto mai insolita che raffigura la Lupa che allatta i gemelli. 

Inutilmente cercato fin dal Quattrocento, il Fanum era il luogo delle riunioni annuali dei rappresentanti della lega delle dodici città etrusche. Lo storico romano Tito Livio ricorda appunto che nell’occasione, alle cerimonie religiose si accompagnavano fiere, mercati, spettacoli teatrali e giochi solenni. Doveva trattarsi perciò di un’area molto vasta, capace di ospitare tutte le delegazioni e accogliere così tante manifestazioni diverse. Li scavi in Campo della Fiera sono a cura dell’Università di Perugia su concessione ministeriale e vengono finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto.