ARCHEOSTORY MAGAZINE

Il pilastro che misurò il mondo

La scoperta a Frattocchie (Roma)Ritrovato a Frattocchie, vicino Roma, il cosiddetto caposaldo B, uno dei due pilastri utilizzati nel 1855 dall'astronomo italiano Angelo Secchi (1818-1878) per determinare la "misura del mondo". La scoperta si deve a un gruppo di ricercatori italiani, coordianti dall'Università di Rorma Tre e segue quella del caposaldo A avvenuta nel 1999

L'importante rirtoavemento permettera' di determinare la precisione delle misure realizzate all'epoca lungo l'Appia Antica, nel tratto compreso tra il monumento di Cecilia Metella e la torre in localita' Frattocchie di Marino.

LA STORIA - Nel 1855 l’astronomo padre Angelo Secchi effettuò alcune misurazioni per la definizione della rete geodetica, finalizzata allo studio e alla misura della forma della Terra attraverso la determinazione della lunghezza del grado di meridiano tra Roma e Rimini, che avrebbero permesso la stesura della cartografia moderna dello Stato Pontificio.

Angelo SecchiGrazie ad un’ampia collaborazione scientifica e tecnica che ha coinvolto il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, la Sezione Epigrafica dei Musei Vaticani, il Parco Regionale dell’Appia Antica e Lega Ambiente, sabato 12 gennaio 2013, in località Frattocchie, è stato eseguito lo scavo che ha permesso di portare alla luce il caposaldo B della base geodetica misurata a metà del 19vesimo secolo lungo la via Appia Antica dall’astronomo Angelo Secchi, uno dei padri fondatori dell’astrofisica. 

Mentre il caposaldo A, in prossimità della Tomba di Cecilia Metella, era stato individuato nel 1999, si ignorava l’esatta posizione del caposaldo B, andato perduto verso la fine del 19vesimo secolo. Il ritrovamento è di grande importanza perché, grazie anche alle moderne tecnologie GPS, permetterà di approfondire le conoscenze storico scientifiche sulle misure che furono il fondamento della rete geodetica italiana e della cartografia nazionale.

L’individuazione della posizione e della profondità del Caposaldo è stata possibile grazie ad un progetto di ricerca basato sulla tecnica del Georadar avviato presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre a cui hanno partecipato con diverse competenze scientifiche e storiche i seguenti studiosi: Tullio Aebischer, Aldo Altamore, Pier Matteo Barone, Carlotta Ferrara, Elena Pettinelli. 

La tecnica del Georadar (GPR-Ground Penetrating Radar) è una metodica geofisica non distruttiva che investiga il sottosuolo per mezzo di impulsi elettromagnetici di breve durata (tipicamente dell’ordine dei nanosecondi), che permette di individuare strutture sepolte a piccola profondità (solitamente alcuni metri), attraverso la produzione di immagini 2D e 3D delle anomalie misurate.