Villa dei Misteri, via ai restauri

Affreschi, mosaici e apparato decorativo. Dopo oltre un secolo dall'ultimo intervento, partirà nelle prossime settimane la campagna di restauri di una delle più famose abitazioni dell'area archeologica di Pompei, la Villa dei Misteri. Una notizia attesa, visti i danni e il degrado prodotti dagli agenti atmosferici

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E’ passato più di un secolo ormai dall’ultimo grande intervento di restauro che ha interessato la villa. Interventi urgenti, realizzati pochi anni fa, interessarono le coperture, si cercò di consolidare la scarpata che gira intorno all’edificio e si sistemarono gli elementi architettonici che sembravano essere più a rischio. Polemiche su questi interventi nacquero, pochi mesi or sono, a causa del crollo di una trave lignea dal soffitto di uno degli ambienti della villa.

Uno degli affreschi della sala del Grande dipintoIl primo impianto della Villa dei Misteri risale all’età sannitica e doveva prevedere una corte di accesso, atrio, tablino e vari ambienti. La corte diverrà poi un peristilio, mentre nell’atrio molte porte furono chiuse di cui però è ancore possibile vedere i battenti. La decorazione pittorica dell’atrio è costituita da grossi rombi del noto colore rosso, oggi anneriti dalla luce. I restauri interesseranno in particolare la Sala dei Misteri con la famosa megalografia. Prima di accedere a questa sala, però, vi è un cubicolo con statue dipinte di Dioniso, di un Sileno e di Menadi danzanti. 

LA STORIA - La Villa dei Misteri fu portata alla luce tra il 1909 e il 1910 grazie ad uno scavo condotto dalla stesso proprietario del terreno nel quale si trovava. Un'indagine più approfondita venne svolta tra il 1929 e il 1930, in seguito all'esproprio imposto dallo Stato Italiano. Nel 1931 furono rese pubbliche alcune tavole a colori che rappresentavano gli affreschi della villa, ad opera dell'archeologo Amedeo Maiuri. La villa fu costruita nel II secolo a.C. ed ebbe il periodo di massimo splendore durante l'età augustea.

Nel corso del suo sviluppo fu notevolmente ampliata ed abbellita. Si trattava originariamente di una villa d'otium dotata di ampie sale e giardini pensili, in una posizione panoramica, a pochi passi dal mare, ma in seguito al terremoto del 62 d.C. cadde in rovina, così come il resto della città, e fu trasformata in villa rustica con l'aggiunta di diversi ambienti ed attrezzi agricoli come torchi per la spremitura dell'uva. La costruzione fu infatti adibita alla produzione e alla vendita del vino.

Della villa non si conosce il proprietario, ma solo il nome del custode che l'ha abitata durante l'età augustea, Lucio Istacidio Zosimo, come testimoniato da un sigillo. Matteo Della Corte, noto esperto di epigrafia pompeiana, riteneva che la villa fosse stata regalata dall’imperatore Nerone ad Aniceto come regalo per aver ucciso la madre Agrippina.

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