ARCHEOSTORY MAGAZINE

Il cimitero della Peste sotto gli Uffizi

Lo scavoLa necropoli di tarda età romana, risalente al V-VI secolo d.C., con una sessantina di scheletri, vittime di una epidemia di peste, è stato rinvenuto alla Galleria degli Uffizi, durante i lavori nell'area sottostante il salone di lettura della Biblioteca Magliabechiana, attigua a piazza del Grano

Dagli scavi archeologici nell'area di Levante degli Uffizi e' emersa la fotografia istantanea di una catastrofe di proporzioni immani che ha colpito Firenze in età altomedievale. "Quella che oggi e' visibile - si legge in una nota degli Uffizi - è solo una piccola porzione di un'area cimiteriale vasta, costituita da numerose tombe a fossa multiple, stipate una accanto all'altra. In ognuna di esse i defunti furono deposti pressochè simultaneamente, o in un brevissimo arco temporale. Questa tipologia di inumazione è spesso la testimonianza di avvenimenti disastrosi per la popolazione, come un massacro o un'epidemia. Le fosse comuni, che ospitavano ognuna almeno quattro-cinque cadaveri ma anche piu' di dieci, e scavate dovunque vi fosse spazio disponibile, esprimono la necessità di seppellire rapidamente ogni giorno un gran numero di morti".

"Una caratteristica peculiare di questa necropoli - prosegue la nota - è l'orientamento cranio-caudale alternato dei corpi, sempre allo scopo di guadagnare spazio. I bambini venivano in genere incastrati nei ristretti spazi liberi tra gli adulti". Gli esperti escludono l'ipotesi di un massacro da collegare a un episodio di guerra, per l'assenza di traumi mortali da ferita e per l'aspetto delle giaciture,  piu' fosse comuni invece di una sola fossa . Esclusa la morte per fame in fase d'assedio o per malattie lungo decorso, rimane solo la possibilità di un'epidemia ad alto contagio e a evoluzione acuta e mortale, come ad esempio la peste, il colera, la dissenteria, l'influenza.

La cronologia della necropoli, una volta precisata con i criteri archeologici e attraverso la datazione assoluta con il radiocarbonio, potrebbe risultare compatibile con quella della peste giustinianea. Obietivvo dell'analisi anche l'identificazione dell'agente patogeno responsabile della Peste (Yersinia pestis) da ossa o denti. A parte l'epidemia e le sue cause, questo gruppo di una sessantina di scheletri per gli studiosi rappresenta un campione di dimensioni notevoli della popolazione fiorentina tra tardo antico e altomedievo. Il loro esame permetterà di disegnare un quadro della popolazione fiorentina e delle sue condizioni di vita, di salute, di alimentazione, di attivita' lavorative.